LA STORIA – Nella ricostruzione fornita dal presidente dell’Aem Franco Albertoni i consiglieri comunali sarebbero stati informati dal 15 marzo 2013 del progetto di revamping presentato dall’azienda e dal 2 luglio 2013 sarebbe stata avviata la relativa pratica dopo delibera regionale. Il 30 settembre 2013 il consiglio comunale ha approvato l’indirizzo politico teso a escludere interventi sull’impianto di S. Rocco. il 2 ottobre 2013 l’assessore regionale all’ambiente Claudia Maria Terzi dichiara che non vi è alcuna richiesta di revamping.Il 22 ottobre 2013 un’interrogazione del Pd chiede se il progetto presentato prevede una sostituzione dell’impianto esistente con uno nuovo in un’area libera interna al sedime dove insiste l’impianto attuale. il 4 novembre 2013 l’Aem dichiara che sarà formalmente presentata una proposta di intervento limitata alla linea 1. Infine il 19 novembre il presidente dell’Aem Albertoni rivendica la totale correttezza del proprio operato.
Quattro milioni di investimento per il revamping del termovalorizzatore di San Rocco e non più 85 per la sua sostituzione integrale. Il presidente dell’Aem Franco Albertoni ha dettato le linee operative del percorso che consentirà di utilizzare l’inceneritore sino al 2020, in osservanza alle direttive europee e alle linee nazionali: le migliorie riguarderanno al linea 1, quella mai entrata in funzione, all’interno delle prescrizioni del decreto di autorizzazione integrata ambientale 2012 rilasciato da Regione Lombardia.
L’utilizzo del termovalorizzatore è legato all’individuazione di un idoneo sistema di smaltimento alternativo all’incenerimento per i rifiuti ospedalieri, potenzialmente infetti, pericolosi dell’intera provincia. Indubbiamente qualche ulteriore elemento di chiarificazione è venuto dall’incontro aperto martedì scorso con i presidenti di Aem e Lgh nella saletta dei gruppi consiliari, richiesto dalle esponenti del Pd Maura Ruggeri e Alessia Manfredini che hanno presentato due interrogazione iscritte all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di lunedì 25 novembre.
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L’utilizzo del termovalorizzatore è legato all’individuazione di un idoneo sistema di smaltimento alternativo all’incenerimento per i rifiuti ospedalieri, potenzialmente infetti, pericolosi dell’intera provincia. Indubbiamente qualche ulteriore elemento di chiarificazione è venuto dall’incontro aperto martedì scorso con i presidenti di Aem e Lgh nella saletta dei gruppi consiliari, richiesto dalle esponenti del Pd Maura Ruggeri e Alessia Manfredini che hanno presentato due interrogazione iscritte all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di lunedì 25 novembre.
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Fabrizio Loffi

