Attualità

L’arte del paesaggista vissuta a stretto contatto con la natura

All’inglese o all’italiana. Orientale e zen. Di città o di campagna. Moderno essenziale o dalle linee classiche. La bellezza non ha canoni neppure quando si parla di giardinaggio. Perchè, si tratti di un piccolo fazzoletto di terra davanti a casa, o di un parco sterminato intorno ad un cascinale, il bouquet di essenze, piante, fiori e arbusti scelti per creare un nuovo ambiente rispecchierà la propria anima. Un’anima diversa da ogni altra.
E così, l’attività dell’architetto paesaggista è soprattutto ricerca. Del bello e del gusto personale del cliente: «Per arrivarci - spiega Gianluca Lanfredi, professionista da 18 anni - il percorso è lungo e complesso. Occorre capire la direzione da imboccare, perchè per ogni metro quadrato si potrebbero inventare mille giardini diversi». E per orientarsi non si può prescindere da alcuni criteri. «Tanto più in quanto - sottolinea Lanfredi, da diverso tempo collaboratore della “Corteverde”, che conta su personale specializzato alla rinomata Scuola del Parco di Monza - si trattano esseri viventi che necessitano di dovuti accorgimenti». Ecco che quindi si deve tenere conto dell’esposizione alla luce del sole, del terreno, del clima, delle profumazioni e del giusto mix di volumi e colori. «C’è chi predilige solo piante verdi e chi invece desidera le fioriture tutto l’anno - sottolinea -. Alcuni vogliono allestire un unico spazio all’aperto, altri preferiscono che venga suddiviso in “stanze”, come in una casa». Così la bellezza va a braccetto con la fantasia del creatore. Anche se tutto dipende dal contesto. In campagna si cerca di creare un collegamento stretto con l’ambiente circostante, mentre in città si punta sul’aspetto intimista, allestendo oasi di pace, estensione esterna di una porzione di abitazione. Definito il progetto, la realizzazione ha un ruolo determinante per la durata. Perchè se la bellezza in altre forme con il tempo tende a scomparire, nel giardinaggio il passaggio delle stagioni è un balsamo. «Anzi - sottolinea - un’opera ben fatta si perfeziona e offre sempre il suo lato migliore». La manutenzione è fondamentale. Ed in questo la tecnologia sta dà una mano: si può contare su sistemi d’irrigazione all’avanguardia e su robot tagliaerba. Perchè un giardino è come una donna: ha bisogno di attenzioni e cure continue.
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Bibiana Sudati
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