

Attualità
Due milioni di euro per il fiume. Oggi a Cremona gli assessori Del Tenno e Beccalossi presenteranno il Progetto ‘Navigazione del fiume Po da Cremona al mar Adriatico’
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Due milioni di euro per il fiume. Oggi a Cremona gli assessori Del Tenno e Beccalossi presenteranno il Progetto ‘Navigazione del fiume Po da Cremona al mar Adriatico’
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Due milioni di euro per il fiume. Oggi a Cremona gli assessori Del Tenno e Beccalossi presenteranno il Progetto ‘Navigazione del fiume Po da Cremona al mar Adriatico’
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Due possibilità sul tappeto: l’intervento sui pennelli oppure i cinque sbarramenti lungo l'asta del fiume. L'idrovia Padano-veneta ha un potenziale enorme, 10 milioni di tonnellate di merci l'anno. Ma nel 2012, lungo l'asta del fiume, ne sono transitate appena 165.000
Due milioni di euro possono essere pochi o tanti. Molto, se non tutto, dipende dalla volontà (in questo caso politica) di dare concretezza ad un’idea, un progetto di sistema che faccia del Po un fiume di stampo europeo. L’Europa ci crede da tempo (in Francia e Germania i più importanti corsi d’acqua, dal Reno al Meno, passando per il Rodano e il Danubio, da decenni vengono utilizzati per il turismo, per il trasporto delle merci (soprattutto le più ingombranti ed inquinanti), e per produrre energia. In Italia, come spesso capita in questi casi, se ne parla da secoli, senza mai essersi davvero avvicinati all’apertura dei cantieri. Ora però qualcosa si è mosso nella giusta direzione con lo stanziamento di un milione di euro da parte della Commissione Europea per finanziare lo studio e il progetto per sistemare il tratto critico (per la navigazione) fra Foce Adda e Foce Mincio, cioè fra Cremona e Mantova da cui parte il Fissero-Tartaro-Canal Bianco lungo il quale la navigazione è garantita tutto l’anno. Questo pomeriggio, presso gli uffici del porto di Cremona, gli assessori regionali Viviana Beccalossi (Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo) e Maurizio Del Tenno (Infrastrutture e Mobilità) presenteranno proprio il Progetto preliminare redatto da Aipo ‘Navigazione del fiume Po da Cremona al mar Adriatico’.
Il cofinaziamento europeo è frutto della partecipazione della Regione ad un bando comunitario istituito con l’obiettivo di finanziare studi e progetti per effettuare una valutazione tra sistemazione a corrente libera e regimazione.
Sono infatti due le ipotesi sul tappeto: la prima è la meno onerosa dal punto di vista finanziario, circa 90 milioni di euro e più rapida nella realizzazione, un paio d’anni e prevede di intervenire sui pennelli lungo l’asta del Po.
La seconda è strutturale perchè rappresenta una soluzione definitiva al problema dell’abbassamento dell’alveo, ma comporta un investimento di circa 2 miliardi di euro e un business plan di 30 anni attraverso la formula del project financing. In pratica, si tratterebbe di realizzare cinque sbarramenti lungo il corso del fiume tra Cremona e le province di Rovigo e Ferrara, dei salti che facilitino la navigazione e che allo stesso tempo possano essere sfruttati per fornitura di energia elettrica (il 3% dell’energia idroelettrica nazionale e il 2% dell’energia nazionale ottenuta da fonti rinnovabili). Entrambe le soluzioni rappresentano valide risposte al problema della scarsa navigabilità del fiume tra Cremona e Mantova. Una potrebbe essere realizzata in tempi rapidissimi, l’altra sarebbe una risposta di ampio respiro.
Il cofinaziamento europeo è frutto della partecipazione della Regione ad un bando comunitario istituito con l’obiettivo di finanziare studi e progetti per effettuare una valutazione tra sistemazione a corrente libera e regimazione.
Sono infatti due le ipotesi sul tappeto: la prima è la meno onerosa dal punto di vista finanziario, circa 90 milioni di euro e più rapida nella realizzazione, un paio d’anni e prevede di intervenire sui pennelli lungo l’asta del Po.
La seconda è strutturale perchè rappresenta una soluzione definitiva al problema dell’abbassamento dell’alveo, ma comporta un investimento di circa 2 miliardi di euro e un business plan di 30 anni attraverso la formula del project financing. In pratica, si tratterebbe di realizzare cinque sbarramenti lungo il corso del fiume tra Cremona e le province di Rovigo e Ferrara, dei salti che facilitino la navigazione e che allo stesso tempo possano essere sfruttati per fornitura di energia elettrica (il 3% dell’energia idroelettrica nazionale e il 2% dell’energia nazionale ottenuta da fonti rinnovabili). Entrambe le soluzioni rappresentano valide risposte al problema della scarsa navigabilità del fiume tra Cremona e Mantova. Una potrebbe essere realizzata in tempi rapidissimi, l’altra sarebbe una risposta di ampio respiro.
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