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Crema, fusione dell'ospedale con Cremona Ablondi scrive una lettera al Comune «La Regione va avanti con i tagli»
Luigi Ablondi, direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Crema, ha inviato ieri al Consiglio Comunale di Crema una lettera per anticipare i prossimi passi della Regione sui possibili accorpamenti di Asl e Aziende ospedaliere della provincia. L'intervento del dirigente è arrivato dopo la richiesta dell'amministrazione Bonaldi di ottenere rassicurazioni sulla fusione tra le aziende di Crema e Cremona. Le novità non sembrano confortanti.
«In riferimento alle preoccupazioni espresse dagli amministratori del territorio - scrive Ablondi - posso confermare che la Regione ha in mente una riduzione delle Asl dal 15 a 7 e un taglio consistente anche per quanto riguarda le aziende ospedaliere. Non sappiamo ancora quali saranno le scadenze ma attendiamo comunicazioni in merito dalla Regione».
Il direttore generale non ha voluto sbilanciarsi oltre ma la sua cautela è stata recepita come una mezza ammissione dal consiglio comunale. In realtà il Pirellone non ha ancora specificato tempi e modalità degli accorpamenti ma sembra scontato che l'ospedale Maggiore di Crema perderà la direzione generale nel matrimonio con Cremona. La sensazione concreta è che il presidio cremasco potrebbe vedere tagliati alcuni reparti, soprattutto quelli non più dotati di macchinari e attrezzature all'avanguardia.
La lettera di Ablondi ha suscitato le prime polemiche anche tra i consiglieri che ieri hanno esortato l'amministrazione a cautelarsi in anticipo per evitare la scomparsa di un servizio fondamentale per il territorio. «Siamo di fronte ad una questione grave - sottolinea Emanuele Coti Zelati, consigliere di Sel (Sinistra ecologia e libertà). Bisogna prendere atto della volontà della Regione di andare verso un ridimensionamento del nostro ospedale. Già da ora dobbiamo cominciare a muoverci per non rischiare di vedere impoverita una realtà che serve 150 mila cittadini».
LEGGI L'ARTICOLO ALLEGATO DEL 18 MARZO 2013 CON LE ANTICIPAZIONI SULL'ACCORPAMENTO DELL'OSPEDALE DI CREMA CON CREMONA