Intervista a Gianni Ferretti, prorettore del Polo di Cremona del Politecnico di Milano, sulla nuova sede
Professor Ferretti, emozionante l’avvio dei lavori per la nuova sede?
«Sicuramente! Dopo il grande ed attento lavoro preparatorio di tutto il team di progetto, che ci ha coinvolto fin dalle prime battute, e l’approfondimento di alcuni aspetti che era necessario approcciare con attenzione e responsabilità, è finalmente giunto il tanto atteso momento. E’ una grande soddisfazione ed il riconoscimento di lunghi anni di proficuo lavoro che il Politecnico ha svolto sul territorio». Un momento storico, come ben evidenzia il Prorettore del Polo Territoriale di Cremona del Politecnico di Milano, fin dalle prime battute della nostra intervista.
«Sicuramente! Dopo il grande ed attento lavoro preparatorio di tutto il team di progetto, che ci ha coinvolto fin dalle prime battute, e l’approfondimento di alcuni aspetti che era necessario approcciare con attenzione e responsabilità, è finalmente giunto il tanto atteso momento. E’ una grande soddisfazione ed il riconoscimento di lunghi anni di proficuo lavoro che il Politecnico ha svolto sul territorio». Un momento storico, come ben evidenzia il Prorettore del Polo Territoriale di Cremona del Politecnico di Milano, fin dalle prime battute della nostra intervista.
Come sarà il nuovo Politecnico nell’ex Caserma Manfredini?
«Grande, accogliente, sicuro, sostenibile, a misura di studente e dotato di ogni servizio necessario, compresi mensa, studentato e biblioteca. Un moderno Campus, strutturato, grazie alla lungimiranza del Cavalier Arvedi e della Fondazione Arvedi-Buschini, in modo da favorire, con i suoi comodi spazi lo studio e la ricerca scientifica, il nostro “pane quotidiano”. Grazie all’attenta progettazione che ha tenuto in considerazione gli edifici storici che verranno valorizzati e rifunzionalizzati, si creerà, a mio giudizio, un interessante mix tra antico e moderno, tra edifici storici e nuove costruzioni che ci permetterà di operare in modo confortevole ed efficiente negli anni a venire. Nella progettazione è stata posta molta attenzione anche ai più moderni criteri di sostenibilità e di risparmio energetico, ora più che mai indispensabili per ogni edificio pubblico (ma anche privato) la cui efficienza e fruibilità deve essere garantita nel corso degli anni a venire».
«Grande, accogliente, sicuro, sostenibile, a misura di studente e dotato di ogni servizio necessario, compresi mensa, studentato e biblioteca. Un moderno Campus, strutturato, grazie alla lungimiranza del Cavalier Arvedi e della Fondazione Arvedi-Buschini, in modo da favorire, con i suoi comodi spazi lo studio e la ricerca scientifica, il nostro “pane quotidiano”. Grazie all’attenta progettazione che ha tenuto in considerazione gli edifici storici che verranno valorizzati e rifunzionalizzati, si creerà, a mio giudizio, un interessante mix tra antico e moderno, tra edifici storici e nuove costruzioni che ci permetterà di operare in modo confortevole ed efficiente negli anni a venire. Nella progettazione è stata posta molta attenzione anche ai più moderni criteri di sostenibilità e di risparmio energetico, ora più che mai indispensabili per ogni edificio pubblico (ma anche privato) la cui efficienza e fruibilità deve essere garantita nel corso degli anni a venire».
Quali erano le vostre esigenze e come avete pensato di distribuire gli spazi a disposizione?
«L’esigenza pressante è legata agli spazi per la didattica e la ricerca che, nell’attuale Campus di via Sesto, sono arrivati ad essere a mala pena sufficienti e, nel caso dei laboratori di ricerca, ospitati a volte in spazi “di fortuna”, nei quali lavorare è a dir poco (...)».
«L’esigenza pressante è legata agli spazi per la didattica e la ricerca che, nell’attuale Campus di via Sesto, sono arrivati ad essere a mala pena sufficienti e, nel caso dei laboratori di ricerca, ospitati a volte in spazi “di fortuna”, nei quali lavorare è a dir poco (...)».
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Carla Parmigiani

