L'analisi dell'ex senatore della Repubblica: dalla speranza di Gorbaciov ai cannoni di Putin, perchè l’usurpazione non può avere la meglio sulla democrazia
I lettori del settimanale del “Corriere”, “La Lettura”, nella sezione “Il dibattito delle idee” (20 febbraio 2022), si sono imbattuti in questo strano e terribile titolo “Le terze guerre mondiali”, con questa precisazione: “Poco prima dell’esplosione della crisi ucraina, due romanzi usciti quasi insieme hanno immaginato il pianeta su baratro di un conflitto atomico. Ken Follet ha scritto “Per niente al mondo”, costruendo un intreccio d’amori e guerra nel Sahel infestato da islamisti, dittature traballanti, mire occidentali (Francia e Usa) ed espansionismo cinese: a Pechino e Washington (dove comanda una donna e i servizi segreti si parlano sottobanco e si spiano apertamente); e in Corea del Nord, anello debole del sistema.
L’ex marine e affermato autore Elliot Acckerman e l’ammiraglio James Stavridis (Nato) hanno pubblicato “2034” (anche qui una donna alla Casa Bianca). Area di crisi: il Mar Cinese meridionale”.
E la rivista, quindi, conclude “Abbiamo provato a capire quanto c’è di vero in quelle trame...”.
E con i giornali noi abbiamo appreso di tutto, i titoli ci hanno - e continuano a farlo - impressionato sui possibili scenari di questi momenti, mentre al centro Papa Francesco lancia il suo appassionato grido, non più di paura, bensì di speranza, ricuperando la dottrina dei Pontefici precedenti, quando il mondo si è svegliato con il terrrore: basti ricordare la “crisi di Cuba”, nella stagione del Presidente Kennedy...
Ora siamo in attesa di sapere se vincerà l’odio o la speranza, mentre ci accompagna la preghera e l’invocazione, guardando ai destini dei popoli e alle attese dei nostri giovani, domani responsabili di un futuro da loro non costruito, ma come dono in eredità...
L’ex marine e affermato autore Elliot Acckerman e l’ammiraglio James Stavridis (Nato) hanno pubblicato “2034” (anche qui una donna alla Casa Bianca). Area di crisi: il Mar Cinese meridionale”.
E la rivista, quindi, conclude “Abbiamo provato a capire quanto c’è di vero in quelle trame...”.
E con i giornali noi abbiamo appreso di tutto, i titoli ci hanno - e continuano a farlo - impressionato sui possibili scenari di questi momenti, mentre al centro Papa Francesco lancia il suo appassionato grido, non più di paura, bensì di speranza, ricuperando la dottrina dei Pontefici precedenti, quando il mondo si è svegliato con il terrrore: basti ricordare la “crisi di Cuba”, nella stagione del Presidente Kennedy...
Ora siamo in attesa di sapere se vincerà l’odio o la speranza, mentre ci accompagna la preghera e l’invocazione, guardando ai destini dei popoli e alle attese dei nostri giovani, domani responsabili di un futuro da loro non costruito, ma come dono in eredità...
Angelo Rescaglio
ex Senatore della Repubblica
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