

Italia-Fiji, la prova del nove sale la febbre da palla ovale
Sarà una gara di quelle da ricordare, per Cremona. Italia-Isole Fiji sarà uno spettacolo memorabile per tanti motivi. Innanzitutto è il primo incontro di rugby di livello internazionale allo stadio Zini; in secondo luogo offre la possibilità unica di vedere due big come il capitano Sergio Parisse e Martín Castrogiovanni festeggiare il traguardo dei cento caps, le presenze in campo in maglia azzurra; terza variabile, di natura statistica, Italia e Fiji – separate nel ranking mondiale da qualche centesimo, rispettivamente all’undicesimo (73.65) e dodicesimo (73.56) posto – si trovano al nono faccia a faccia, valido per rompere un equilibrio di quattro vittorie per parte.
Quella di Cremona sarà anche la gara dei supporter, un modo per vedere le famose #faccedarugby –così come recita l’hashtag coniato dalla Federazione per il suo profilo Twitter ufficiale –, ossia il pubblico di questo movimento in costante crescita, che affolleranno i 18 mila posti dello Zini, praticamente al completo. Un colpo d’occhio notevole che non mancherà di far sentire il proprio peso, affacciandosi a pochi passi dai colossi del rugby mondiale. «Cremona è una città a grandezza d’uomo – ha osservato il mediano azzurro Tommaso Iannone –, siamo stati al cospetto della torre campanaria in mattoni più alta d’Europa e la gente ci fermava, ci fermava per chiederci foto e autografi: vorremmo senire anche dal campo questo entusiasmo». Dello stesso parere Mauro Bergamasco, terza linea della Nazionale: «Qualche passo in città ci ha fatto capire quanto sia carina e accogliente, e durante la sessione d’autografi di mercoledì abbiamo avuto modo di sentire il calore di Cremona. Più che quello che ci aspettiamo noi dai tifosi io punterei il dito su quello che si aspettano loro da noi. Noi chiediamo supporto, che sia forte, prima dopo e durante il match, per essere moralmente capaci di riuscire a risollevare la testa dopo sabato scorso». Concorda anche il ct Jacques Brunel: «Lo stadio è piccolo, ma nel sopralluogo di mercoledì ho notato subito che tra gli spettatori e il campo c’è molta vicinanza, un fattore che ci darà sicuramente molta energia in più». Rispetto ai quindici che hanno affrontato i Wallabies nel primo Cariparma Test Match (50-20 per l’Australia), l’allenatore ha operato otto cambi.
Quella di Cremona sarà anche la gara dei supporter, un modo per vedere le famose #faccedarugby –così come recita l’hashtag coniato dalla Federazione per il suo profilo Twitter ufficiale –, ossia il pubblico di questo movimento in costante crescita, che affolleranno i 18 mila posti dello Zini, praticamente al completo. Un colpo d’occhio notevole che non mancherà di far sentire il proprio peso, affacciandosi a pochi passi dai colossi del rugby mondiale. «Cremona è una città a grandezza d’uomo – ha osservato il mediano azzurro Tommaso Iannone –, siamo stati al cospetto della torre campanaria in mattoni più alta d’Europa e la gente ci fermava, ci fermava per chiederci foto e autografi: vorremmo senire anche dal campo questo entusiasmo». Dello stesso parere Mauro Bergamasco, terza linea della Nazionale: «Qualche passo in città ci ha fatto capire quanto sia carina e accogliente, e durante la sessione d’autografi di mercoledì abbiamo avuto modo di sentire il calore di Cremona. Più che quello che ci aspettiamo noi dai tifosi io punterei il dito su quello che si aspettano loro da noi. Noi chiediamo supporto, che sia forte, prima dopo e durante il match, per essere moralmente capaci di riuscire a risollevare la testa dopo sabato scorso». Concorda anche il ct Jacques Brunel: «Lo stadio è piccolo, ma nel sopralluogo di mercoledì ho notato subito che tra gli spettatori e il campo c’è molta vicinanza, un fattore che ci darà sicuramente molta energia in più». Rispetto ai quindici che hanno affrontato i Wallabies nel primo Cariparma Test Match (50-20 per l’Australia), l’allenatore ha operato otto cambi.
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Mattia Guazzi